Prevenire il colesterolo a tavola

Il Prof. Pier Luigi Rossi ha rilasciato un’intervista ad una delle riviste italiane più prestigiose, IO DONNA. Nelle sue parole, di seguito, dimostra l’evidenza dei suoi recenti studi in materia di colesterolemia. Nelle sue numerose apparizioni televisive e sulle testate giornalistiche si rivolge ad un pubblico vasto e variegato, che non ha il privilegio di seguire il suo metodo alimentare, noi di Ds, invece, riscontriamo i benefici e gli effetti dei suoi studi seguendo i piani alimentari tradizionali e speciali congeniati da lui e dal comitato medico-scientifico.

Ed ora, leggiamo attentamente un estratto del suo intervento.

«Con l’attuale modello di alimentazione basato su un eccesso di carboidrati e di alimenti di origine animale, il numero delle persone colpite da elevati valori di colesterolo sarà sempre più vasto. Escludere gli alimenti contenenti colesterolo può portare ad una riduzione solo del 10% del valore del colesterolo totale. Pensare di risolvere questa epidemia con lo yogurt o con le sole statine è riduttivo perché si cura il sintomo ma non si rimuove la causa. Ritengo ci sia un eccesso di gossip e di marketing commerciale ed una scarsa conoscenza scientifica. Una delle cause principali dell’eccesso di colesterolo nel sangue è data da una carenza di recettori proteici per la lipoproteina LDL, ubicati nella membrana delle cellule del corpo umano. Questi recettori sono le “porte” attraverso cui esso entra all’interno delle nostre cellule per essere utilizzato per ottenere ormoni, come il testosterone, gli estrogeni, il cortisolo, nonché la vitamina D. Se la “porta ” non c’è, ovvero il recettore proteico non è presente sulla membrana cellulare, la lipoproteina LDL-Colesterolo non può scaricare il suo colesterolo. Non entrando nella cellula, quindi, il colesterolo -LDL resta nel sangue e registriamo un aumento del suo livello. Occorre intervenire con un’alimentazione basata su scelte di genomica nutrizionale per permettere al nostro DNA di produrre i recettori proteici capaci di far entrare nelle cellule la lipoproteina LDL- Colesterolo. I recettori proteici, cioè le porte per la lipoproteina LDL- Colesterolo, sono bloccate perché all’interno delle cellule c’è una dose eccessiva di acidi grassi saturi di origine animale. Quindi, per ridurre il livello elevato di colesterolo LDL nel sangue, occorre cominciare con il ridurre il livello dei trigliceridi dopo ogni pasto. Attenzione però a quando eseguire le analisi per la ricerca dei trigliceridi nel sangue: al mattino, dopo ore di digiuno, può essere del tutto inutile perché possiamo avere il valore dei trigliceridi “normale”, mentre può essere davvero elevato dopo i pasti. In particolare dopo la cena. È quindi opportuno eseguire la loro ricerca nel sangue dopo tre ore dall’inizio di un pasto, quando si realizza il picco lipemico, ovvero il valore più alto dei grassi nel sangue. Per prevenire e limitare questo quadro patologico, occorre limitare gli alimenti ad alto contenuto di acidi grassi saturi, in particolare di acido palmitico, contenuti in alimenti di derivazione animale. L’attuale modello di allevamento intensivo degli animali, alimentati per una rapida crescita con granaglie e soia, causa un aumento di questi acidi grassi saturi a lunga catena che, in eccesso, creano i guai strutturali citati prima. Occorre scegliere un’alimentazione giornaliera in grado di tenere bassa la glicemia, la lipemia e l’insulinemia dopo ogni pasto>>.

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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