Allergia al nichel, come conviverci

Negli ultimi anni i casi sono in aumento. Si parla, per la precisione, di Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS). Provoca reazioni allergiche al contatto con il nichel, sia all’esterno, ad esempio a causa di oggetti che lo contengono, sia all’interno, per via di alimenti che sono ricchi di questa sostanza. Che cos’è la SNAS Il nichel è attualmente la maggiore causa di dermatite da contatto allergica. La prevalenza di sensibilizzazione può variare dal 4 al 13 per cento a seconda dei paesi (anche se studi più recenti parlano di una prevalenza attuale che arriva anche al 20 per cento). Può colpire qualsiasi età e pare essere più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Esistono, comunque, categorie di lavoratori a maggior rischio come i parrucchieri o coloro che lavorano nell’industria siderurgica o nella produzione di batterie alcaline.

COS’É IL NICHEL?

È un metallo di colore biancoargenteo, distribuito in organismi viventi e non. Possiamo trovarlo nel suolo, nell’acqua, nell’aria, nelle piante e negli animali: proprio per questo evitarlo completamente è difficile. È presente, inoltre, in molti alimenti di uso comune, soprattutto in quelli di origine vegetale: è questa la ragione per cui, per la maggioranza della popolazione, il cibo è una delle maggiori forme di esposizione aquesto metallo. La quantità di nichel negli alimenti può variare notevolmente da un luogo a un altro proprio a causa di una diversa concentrazione del metallo in terreni e acqua. Anche l’inquinamento contribuisce ad aumentare il contenuto di nichel negli alimenti, così come gli imballaggi che li proteggono, in particolare le lattine. 

SINTOMI E DIAGNOSI

Tra i sintomi più comuni di allergia al nichel troviamo arrossamento della pelle, dermatiti, desquamazioni e bruciore; prurito, orticaria e comparsa di piccole pustole nelle zone che sono entrate a contatto con oggetti metallici; nausea e vomito; mal di testa, capogiri e vertigini; insonnia, difficoltà ad addormentarsi; aumento o perdita di peso apparentemente immotivati; problemi respiratori e tachicardia, afte e infiammazioni della bocca e delle gengive; gonfiori addominali, gastrite, colite o stipsi; stanchezza e malessere generale. L’allergia da contatto al nichel viene diagnosticata con un patch test. In alcuni casi può essere presente una sensibilizzazione ma non necessariamente un’allergia vera e propria, per cui è necessario far eseguire una valutazione clinica da un medico specialista. Per quanto riguarda la tolleranza al nichel alimentare, la diagnosi si esegue con un test di provocazione in seguito ad un periodo variabile di dieta di eliminazione. Ovviamente sotto la supervisione di uno specialista.

NON SOLO CIBO

Le persone che soffrono di allergia al nichel da contatto dovrebbero fare attenzione ad accessori metallici, compresi bottoni dei jeans, cerniere, orecchini e gioielli in generale. Consigliamo, inoltre, di scegliere prodotti nichel tested per la cura della persona (creme, shampoo, saponi…) e di indossare dei guanti durante le pulizie di casa. 

LA CURA A TAVOLA

L’intolleranza al nichel da alimentazione va correlata con un’alterata capacità di assorbimento dei villi intestinali. Il nostro modello di alimentazione Dieta Social permette un recupero di igiene e benessere intestinale. Ma cerchiamo di capire di più. Il nostro intestino è in grado di gestire l’assorbimento dei minerali, quindi anche del nichel. In condizioni di integrità strutturale e funzionale dei villi intestinali e della parete intestinale, la dose di nichel in grado di essere assorbita è limitata. Quando invece i villi intestinali hanno una variazione nella loro integrità strutturale e funzionale, la dose di nichel che passa dall’intestino nel sangue può aumentare. Quindi la terapia sta nel riportate l’integrità strutturale e funzionale dei villi intestinali. Pertanto la sola eliminazione degli alimenti contenenti nichel non è la soluzione migliore. Occorre adottare un’alimentazione complessivafinalizzata al recupero dell’integrità dei villi dell’intestino tenue. Si dovrà, quindi, seguire un’alimentazione di riposo intestinale, eliminando tutti gli alimenti ottenuti con farina (ricca in glutine), ridurre l’apporto di acidi grassi saturi di origine animale, incrementare la dose della fibra alimentare idrosolubile, assumere estratti (centrifugati) di verdura (80 per cento) e frutta (20 per cento), e pesce di piccola taglia. Agli allergici al nichel, inoltre, si consiglia di eseguire la ricerca della calprotectina nelle feci e il breath test all’idrogeno con lattosio per verificare la presenza di due eventuali patologie come IBS o SIBO, per valutare lo sviluppo di un microbiota aggressivo. L’eliminazione degli alimenti contenenti il nichel può risultare riduttiva e non utile.

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

Scroll to Top