Care amiche e cari amici, ben ritrovati.
Mi soffermo su una riflessione che mai come in questo momento mi sembra attuale: il tempo. Molto spesso ci ritroviamo ad avere i minuti contati e a vivere giornate convulse. Com'è noto, questo è un modo di vivere della nostra società, caratterizzata dalla velocità e che ha smarrito forse il motivo di questa corsa perenne.
Può essere allora interessante ricordare cosa raccontano - riguardo al tempo - i miti greci, di cui la nostra cultura è impregnata. Essi narrano che Kronos (il tempo finito, il tempo dalla durata limitata) nacque dall'unione tra Urano (il Cielo), dio dell'universo e perciò dello spazio infinito e Gaia (la Terra), dea dello spazio finito, perciò della natura, dei pianeti, ecc. Kronos, divenuto grande, evira suo padre Urano, togliendogli dunque la possibilità di generare altri figli e possiede sua madre, divorando anche tutti figli che nascono dal suo rapporto incestuoso con lei, divenendo così l'unico erede del potere universale e, dunque, "il tiranno". Gaia, stanca di subire soprusi e violenze, chiede consiglio a Metis, la più piccola delle dee dell'Olimpo che rappresenta "il tempo intelligente", la quale suggerisce a Gaia un'astuzia, ovvero di avvolgere in fasce una pietra come se fosse l'ultimo nato e di consegnarla a Kronos. Quest'ultimo, ignaro, ingoia la pietra che gli procura subito il vomito ed egli rigetta così sia la pietra, sia l'ultimo figlio divorato in precedenza: Zeus, che sarà poi indicato quale padre di tutti gli dei! In tal modo le due donne simbolo della Terra e del tempo intelligente restituiscono al mondo la possibilità di nuove generazioni e la pace.
E voi, care amiche e cari amici, di quale tempo vi servite maggiormente: del tempo tiranno, limitato (Kronos) o di quello intelligente (Metis)?
Avete pensato che ancora oggi il nostro linguaggio usa termini che derivano proprio da questo mito (es. cronometro, cronologia, cronistoria e meteorologia, meteopatico, ecc.)?