Pelle: come proteggerla dai danni estivi

Ogni anno la stessa promessa: “Quest’estate, poco sole!”, ma in quanti poi la manteniamo davvero? Corriamo all’acquisto del solare alla vigilia della partenza, ma una volta arrivati in spiaggia le buone intenzioni si tuffano in mare, e noi con loro. Figuriamoci se qualcuno ha l’occhio abbastanza lungo da guardare al rientro, quando tutti, chi più chi meno, ci ritroveremo lì, davanti lo specchio a rimirare sul viso i nuovi segni, ricordo della vacanza che fu. A quanti non hanno il dono della lungimiranza, è bene ricordare la gravità dei danni causati dal sole, che acuisce ogni singolo fenomeno già presente sul viso, specialmente se negli anni se n’è abusato più del dovuto. La pelle ha memoria. Il danno cutaneo è una somma di errori, perché la generazione dei 50enni di oggi è la stessa dei solari fattore 0, degli oli fatti in casa, degli schermi riflettenti all’ora di pranzo. Contro le lacrime da coccodrillo, esistono solo due parole d’ordine: prevenire e proteggere.

I “DANNI” DELL’ESTATE L’eccessiva esposizione accelera l’invecchiamento cutaneo e provoca:

1. Disidratazione, perché il caldo fa evaporare il sudore;

2. Stress ossidativo, innescato dai radicali liberi che liberano nell’organismo enzimi distruttivi. Normalmente presenti nel nostro organismo, questi sono prodotti in maggior quantità dal sole, dal fumo, dallo stress, dalle cattive abitudini alimentari e dall’assenza di attività fisica, sia pur moderata;

3. Photoaging cioè invecchiamento cutaneo (da distinguere dal chronoaging dovuto all’età anagrafica);

4. Denaturazione del collagene (che evapora per il caldo), con perdita di tono di elastina e innesca il processo di elastosi solare (condizione degenerativa del connettivo del derma).

Per il volto, una vera débâcle: pelle disidratata, alterata nel colorito, priva di luminosità, segnata da rughe, più o meno profonde e diffuse, macchie ipercromiche e ipocromiche (scure e chiare), ma anche ispessita, opaca e ipotonica. Fenomeni che vanno contrastati con elisir idratanti, antiossidanti, depigmentanti e schermanti, in grado di difendere la cute dai danni solari.

AZIONI PRO-BELLEZZA

Al mattino: per eliminare sia ciò che le cellule producono la notte (sporco endogeno), sia i residui della crema notte (esogeno), detergiamo il viso con un prodotto non schiumogeno e privo di tensioattivi. Prima di andare in spiaggia: se la pelle è giovane (fino a 30anni), è sufficiente stendere sul viso direttamente il solare; quella matura ha bisogno dell’aiuto in più dei sieri, antiossidanti o a base di cellule staminali, per potenziare l’azione antiaging anche durante le ore di sole. Durante l’esposizione: in particolare, se siamo sudati e ogni qual volta usciamo da un bagno in mare, ripetiamo l’applicazione del solare. Lo schermo va messo più volte e anche sulla pelle abbronzata: averla già scura non garantisce alcuna protezione. Al rientro dal mare: eliminiamo i residui di sabbia e sale con un detergente oleoso (i bagnoschiuma continuerebbero a disidratare la cute). Passiamo quindi al doposole, ma solo per il corpo: formulati con principi lenitivi, idratanti e rinfrescanti, a base di mucillagini (fito-estratti, come l’Aloe), non sono però sufficienti a idratare il viso. Su questo e su tutte le altre zone foto-esposte (collo, décolleté e dorso mani), applichiamo una maschera idratante. Nuovissime sono quelle dette “a scomparsa” che, una volta stese, vengono assorbite completamente. Prima di andare a dormire: non dimentichiamo la crema notte che promuove i processi di rigenerazione delle cellule durante il riposo.

S.O.S. SOLE: I SOLARI Non dovrebbero mai scendere sotto l’SPF 30, e non solo per esigenze estetiche ma, soprattutto, dermatologiche. Le radiazioni ultraviolette (UVA e UVB) attaccano il capitale di giovinezza della pelle e aumentano le potenzialità di malattie, specie del tumore della pelle. Ecco perché nessuno può fare a meno degli schermi solari. Che siano fisici (estratti dalla roccia e micronizzati), o chimici (più sicuri, resistono alle alte temperature, non danno allergie, non interagiscono con altere sostanze), entrambi proteggono e sono oramai arricchiti tutti di principi attivi idratanti. Quanto allo schermo, nel caso di peeling invernali, deve obbligatoriamente salire a 50-50+, arrivando fino a 100 se il trattamento effettuato è stato profondo. Viso depilato da poco con la ceretta (baffetti, peluria su guance, mento)? Attenzione al melasma: bisogna far passare una settimana dallo strappo prima di esporsi al sole e usare uno stick SPF 50 (adatto anche per il contorno occhi). Oltre che resistenti all’acqua, le nuove texture hanno il vantaggio di evitare “l’impanatura” con la sabbia, inconveniente non da poco se il solare è unico per tutta la famiglia. Gli ultimi ritrovati, (fluidi, creme, oli, fondotinta fluidi e compatti) sono formulati per le diverse esigenze: antimacchia, antiacne, antirossore.

MEGLIO IL SIERO! Concentratissimi e con poca fase grassa, non appesantiscono la pelle e le consentono una migliore traspirazione, evitandole l’effetto “unto” e “appiccicoso” al tatto. Dagli antiaging agli idratanti, antiossidanti, rassodanti e antimacchia, la loro è un’azione di potenziamento alle creme che precedono. Efficienti nel veicolare le sostanze in profondità, recano alla cute benefici più intensi rispetto alle altre formulazioni, con il vantaggio di essere assorbiti facilmente.

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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