Fame nervosa, la bestia silente

La sera davanti alla tv, dopo una giornata faticosa. Stai lì seduta sul divano e non prendi pace. La trasmissione non ti prende per niente. Con i pensieri ripercorri gli eventi del pomeriggio, nervosa ti alzi e vai in cucina.Bevi qualche sorso d’acqua. Ma quella sensazione di fresco in bocca non ti soddisfa. Hai come un senso di irrequietezza. Ed allora è un attimo. Apri il mobiletto dei biscotti, prendi il pacco e ne tiri fuori due. Due di numero. Uno e due.Li mangi.E in bocca avverti subito una sensazione di acquolina…di voglia di “buono”. Quel buono.Quel sapore dolce e piacevole ha attivato le tue endorfine. Gli ormoni del piacere. Che vorrebbero che ne provassi ancora. E il desiderio è più forte della tua forza di volontà. Ma non è colpa tua. E’ il sapore dolce del biscotto che hai memorizzato nel cervello che guida la tua mano di nuovo dentro quel pacchetto. E da due i biscotti diventano sette, otto, dieci.Poi una brutta sensazione ti richiama alla realtà. E immediatamente prendi consapevolezza di ciò che hai mangiato. con voracità e senza un vero perché. E quella momentanea sensazione di piacere lascia il posto a una sensazione quasi di disgusto. Non verso i biscotti…..E ti senti in colpa. Ti senti di aver fallito ancora.Perché lo hai fatto?Per la fame emotiva . Quell’impulso irrefrenabile nel mangiare anche quando non abbiamo una vera fame. Tristezza, rabbia, noia, stanchezza, stress.Ecco, per queste e altre mille ragioni si innesca il circolo della fame emotiva.Ti è mai capitato? Ti sei trovato in una situazione simile?Raccontiamoci. Ci servirà per capire di che si tratta fino in fondo.

Dieta Social Magazine n. | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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