Ascoltiamo il nostro corpo?

Disturbi, dolori, malattie non dipendono solo da cause fisiologiche, ma possono essere – e spesso lo sono – originati da situazioni emotive difficili, forte stress o traumi. Impariamo a dare retta a quello che il nostro corpo ci comunica: potremo cogliere in anticipo situazioni pericolose e prevenire malattie. In molti casi la soluzione della problematica emotiva coincide con un miglioramento del disturbo fisico, che nessun farmaco o terapia sono riusciti a risolvere. Spesso, ciascuna specifica emozione negativa prende di mira un organo ben preciso. Ma può accadere anche il contrario: cioè che malesseri e patologie incidano sulle funzioni nervose e cerebrali e quindi sul nostro umore e sulle nostre capacità mentali. Allora può capitare, ad esempio, che il diabete indebolisca la memoria o l’attenzione oppure che un fegato intossicato causi difficoltà cognitive o che un alto tasso di colesterolo ci renda più irritabili. Ecco come imparare a capire meglio le nostre emozioni e prenderci cura di noi stessi, partendo dall’ascolto dei campanelli d’allarme che il nostro corpo lancia , ma che spesso noi sottovalutiamo.

CI VEDO MALE

Quando la vista cala, la prima cosa a cui si pensa è l’insorgenza della presbiopia o della miopia. Talvolta, invece, può essere un segno di depressione. È quanto ha scoperto un’equipe tedesca, mettendo a confronto un gruppo di pazienti depressi e una “compagine” sana. Dopo aver fatto vedere loro un’immagine a scacchi, mentre degli elettrodi posti sulla retina registravano l’attività dei recettori alla luce, è emerso che, in chi era depresso, la reattività dei recettori risultava tre volte più lenta dei compagni non depressi, con la conseguenza che vedevano in modo più sfocato, appannato e grigio.

FEBBRICITANTI PERCHÉ CI SENTIAMO SOLI

La febbre è un sintomo molto generico, che può dipendere dal fatto di aver contratto un’infezione, ma che può essere causato anche da stanchezza o infiammazioni. Alcuni psicologi hanno provato, attraverso diversi esperimenti, che l’aumento del senso di freddo accompagna anche una precisa condizione sociale: l’emarginazione e la solitudine. 

IL COLESTEROLO ALTO PUÓ DIPENDERE DA UNA FORTE RABBIA

Potrebbe suonare strano, ma uno dei maggiori fattori di rischio cardiocircolatorio, un alto tasso di colesterolo LDL (o cattivo), può essere la conseguenza di rabbia trattenuta e inesplosa. Quando siamo in situazioni che viviamo come minacciose, il nostro cervello mobilita il corpo affinchè si prepari a fronteggiare la situazione: il cuore batte molto più veloce, affluisce più sangue ai muscoli e al cervello e aumenta il livello del colesterolo. Quest’ultimo, infatti, rappresenta una fonte energetica da cui si produce, per sintesi, il glucosio e quindi l’ATP, il vero carburante del nostro organismo. Quando lo stress si prolunga eccessivamente, però, la concentrazione di colesterolo resta elevata e finisce con l’intasare le arterie.

LA GASTRITE O L’ULCERA PER IL TROPPO STRESS

La gastrite è una condizione infiammatoria della mucosa dello stomaco che provoca forte dolore, nausea, vomito, perdita di appetito e l’infiammazione della mucosa gastrica. La medicina ha rilevato che, in chi soffre di questo disturbo, è presente un’elevata contrazione del batterio Helicobacter pylori. Questo, però, prolifera e diventa aggressivo quando lo stress aumenta le secrezioni acide che corrodono le pareti dello stomaco. In sostanza, è proprio una tensione protratta a creare il terreno fertile perché il batterio procuri il disturbo.

LA PERDITA DI CAPELLI INDICA POCA STIMA

Secondo la mitologia, l’eroe Sansone perse la forza perché gli avevano tagliato la chioma. E, secondo le leggende, gli indiani reclutatinell’esercito americano per la loro capacità di seguire le tracce dicevano di aver perso le loro capacità da segugi a causa del taglio “tattico” dei lunghi capelli. Al di là delle storie e dei miti, perdere i capelli per un uomo o una donna è spesso fonte di disistima, vergogna e depressione, specie se questo accade in modo repentino, vistoso e massiccio. Questa caduta rovinosa può essere causata anche da un evento traumatico: uno shock, infatti, altera il ciclo del rinnovamento della chioma, accelerandone l’invecchiamento e la caduta.  

SE UN BOCCONE VA DI TRAVERSO C’É QUALCOSA DI INESPRESSO

Alle volte succede che, mentre stiamo mangiando, uno spasmo provochi un’alterazione dei processi digestivi e così il boccone invece di dirigersi verso l’esofago s’incastra nella trachea (che serve a respirare) dando uno spaventoso senso di soffocamento. Alle volte, questa sensazione persiste anche quando gli accertamenti escludono che ci sia un residuo di cibo bloccato e possono procurare la paura di inghiottire (e quindi di mangiare). In alcuni casi, il disturbo può provenire da un’esperienza reale di soffocamento, ma più spesso ha origine nelle “parole che non ti ho detto”, cioè da rospi metaforici che abbiamo ingoiato e a cui non siamo stati capaci di replicare.

SPOSSATI AL RISVEGLIO PERCHÉ TRISTI

Può capitare di provare, in un periodo della vita, un profondo senso di stanchezza fisica. Certo, può trattarsi semplicemente di un calo di ferro o di altri minerali, ma a volte, invece, può essere un sintomo di malattie gravi: potrebbe anche trattarsi di un indicatore di infelicità. Il modo in cui la scontentezza procura il senso di fatica sembra essere un enzima, la monoammino ossidasi. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che una dose eccessiva di questa sostanza altera il metabolismo cerebrale di serotonina, noradrenalina e dopamina, molecole che contribuiscono, rispettivamente, ad aumentare il buon umore, la sensazione di energia e la motivazione.

RIMEDI ALLA PORTATA DI TUTTI

Premesso che una psicoterapia è sicuramente la soluzione più adeguata, esistono comunque dei piccoli, ma utili escamotage da adottare per riequilibrare naturalmente lo stato emotivo.

  • Si è scoperto che prendere l’abitudine di camminare immersi nella natura (in città basta anche un parco) riduce l’attività della corteccia prefrontale subgenuale, una regione del cervello che si “accende” quando rimuginiamo o siamo preda di pensieri tormentosi e angosciati.
  • Coltivare un hobby con regolarità: è un altro potente tonico per la nostra salute psicologica e fisica. Se eseguito in modo concentrato e con passione ci porta a una condizione mentale detta di “sospensione del pensiero”, che non ha nulla da invidiare alle pratiche meditative come lo yoga e la mindfulness.
  • Praticare regolarmente dell’attività fisica, scegliendo lo sport che più si adatta alla propria personalità. In questo modo aiutiamo il corpo a produrre triptofano, importante precursore della serotonina, aumentando la concentrazione di endorfine, sostanze endogene che rappresentano l’equivalente naturale della morfina, dall’effetto antidolorifico. Fare sport, infine, aumenta la presenza nel corpo dell’anandamide, il principio attivo della marijuana che promette rilassatezza, senso di leggerezza ed euforia.
  • Scrivi che ti passa. Uno degli espedienti più comuni per alleviare le proprie sofferenze psicologiche o fisiche consiste nel condividere le proprie esperienze e preoccupazioni con un terapeuta, un amico fidato, un gruppo di amici. Quando questo non è possibile puoi ricorrere al metodo – altrettanto efficace e terapeutico – della scrittura. Scrivere ha un effetto liberatorio per chi prova una sofferenza. Un consiglio: provate a leggere il vostro diario prima di andare a letto. Sfruttando la naturale proprietà del sogno di elaborare le esperienze emotive, potreste riuscire a dare senso a quello che state provando.

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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