Il cibo non è la cura di tutti i mali, anzi ne genera altri!

non è la prima volta che affrontiamo il complesso rapporto che abbiamo con il cibo, attraverso cui si veicolano molti significati, non solo fisiologici, ma anche culturali, sociali, psicologici. E’ proprio questo il caso di una nostra dietina storica che così afferma:

“Ormai a 60 anni, dopo salite e ricadute ho messo a fuoco che per me, almeno, si tratta di fame di vita, di affetto, di attenzioni e qui…. non c’è dieta che tenga!”.

Cara amica, la sua osservazione mi offre l’occasione per riflettere insieme sul senso che il cibo ha assunto per noi: è consolatorio, come nel suo caso, ossia ha la funzione di sopperire ad altre “carezze”, riconoscimenti, affetti, ecc.?

Prendere coscienza di questo è solo il primo passo per rimodulare il proprio comportamento alimentare, altrimenti “non ci sarà dieta che tenga!”.

Chiarito questo punto, il passo successivo è cominciare ad esaminare possibili alternative di gratificazione per sè, in quanto donna o uomo adulto. Una buona lettura? L’ascolto di una bella musica? Una chiacchierata al telefono con una persona interessante? Un buon programma televisivo? Scrivere sulla piattaforma DS e condividere la propria esperienza? Dedicarsi a lavoretti manuali? Uscire? Passeggiare? Fare una partita di pallone/tennis, ecc.? Dedicarsi al volontariato/attività civiche/ricreative/culturali/religiose, ecc.?

In sintesi, cosa ci dà serenità e ci ricarica umanamente, ovvero spiritualmente?

Focalizzare l’attenzione su questo punto ci aiuterà senz’altro ad orientare il nostro comportamento non più verso surrogati affettivi, magari capitati o scelti nell’infanzia/adolescenza, ecc., ma verso attività di interesse attuali, a questa età, con tutta un’altra prospettiva di vita e di esperienze.

E qual è mai questa prospettiva? Senz’altro quella di vivere conservando e accrescendo la propria salute per mille ragioni: per se stessi, per vivere godendo appieno dei doni che la vita stessa ha riservato per ciascuno (aria, acqua, luce, affetti, relazioni, lavoro, amicizie, viaggi, ecc.), per non pesare sugli altri, per arrivare a fine giornata e sentirsi fieri di aver agito nel bene e per tante altre ragioni ancora…

E voi care amiche e cari amici, con cosa avete sostituito il cibo consolatorio? Condividete qui le vostre esperienze: ne trarranno vantaggio tutti.

Un abbraccio affettuoso e alla prossima!

Dieta Social Magazine n. | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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