Cura della pelle

L e funzionalità dell’epidermide sono dipendenti dai cambiamenti climatici: come la crescita dei capelli o delle unghie è più rallentata, in questa stagione anche la pelle si adatta al meteo. Durante i periodi caratterizzati da freddo, vento e poca luce solare, il normale ricambio cellulare rallenta. La pelle, così, appare disidratata e spesso pruriginosa. Le soluzioni? La giusta scelta di detergenti e creme, e una corretta alimentazione. Esistono due tipi di pelle secca: quella costituzionale, con la quale si nasce, e quella che diventa secca per svariate motivazioni.

QUANDO É COSÍ “DI NATURA”

Quella secca costituzionale è una pelle che ‘tira’. Non ci sono pori dilatati nelle zone caratteristiche (ali del naso e zigomi) e non è mai lucida. Per un lungo periodo è sicuramente una bella pelle, compatta, che tiene il trucco. Ma con il tempo, è facilmente soggetta a irritazioni, arrossamenti e, quando la situazione peggiora, può comparire il prurito. A questo si associa quasi sempre la desquamazione: piccole scagliette traslucide biancastre che si staccano dalla cute a dimostrazione di quanto siano in difficoltà lo strato corneo e il film idrolipidico. Questo squilibrio comporta anche la riduzione dell’elasticità e della morbidezza, che favorisce la comparsa delle rughe.

QUANDO INVECE “CI DIVENTA”

Con il passare degli anni, l’equilibrio tra i grassi e l’acqua si altera, l’attività cellulare si impigrisce e il ricambio cutaneo ristagna. La cute, così, si disidrata e si assottiglia. Può anche diventare secca a seguito di trattamenti cosmetici o farmacologici. Anche sottoporsi a drastici cambiamenti climatici può metterla a dura prova. Talvolta sono, invece, le condizioni di lavoro a rendere la pelle secca, come accade a tutti coloro che entrano in contatto quotidianamente con sostanze chimiche o passano le giornate in ambienti chiusi e climatizzati. 

UN AIUTO NATURALE

Il modo di nutrirsi può fare molto. La secchezza e la fessurazione della pelle sono il segno più comune e precoce di una carenza di Omega-3. Il consumo di questi acidi grassi polinsaturi favorisce il metabolismo cutaneo e migliora l’elasticità e l’idratazione della pelle. Per farne scorta è sufficiente, ogni giorno, assumere un cucchiaio da minestra di semi di lino macinati al momento, mescolati alla verdura o nello yogurt. Accanto a essi, un’alimentazione sana può aiutare a nutrire la pelle dall’interno: quindi, privilegiare frutta e verdura e aggiungere spezie alle pietanze.

MANI SCREPOLATE

Con l’arrivo dei primi freddi le mani iniziano ad essere secche, ruvide, talvolta persino con piccole ragadi e desquamazioni. Il disagio è notevole: sensibilità ridotta, bruciore o dolore al contatto con il sale e gli agrumi, difficoltà a maneggiare oggetti delicati. Il problema è causato dal freddo che, contraendo i vasi sanguigni, impedisce al sangue di irrorare correttamente i tessuti. Per ogni problema, per fortuna, c’è un rimedio. 

COME PRETEGGERLE

Le mani si screpolano più facilmente se con i saponi vengono asportati grassi o lipidi che servono a proteggere la pelle. Per lavarsi le mani è bene non usare detergenti forti o alcalini, ma i syndet (saponi non sapone) che rispettano il pH cutaneo. Vanno bene anche i detergenti delicati e non schiumogeni che non alterano la barriera cutanea. A causa della scarsa presenza di ghiandole sebacee, la pelle del dorso delle mani è decisamente fragile, delicata, più esposta alle aggressioni. Al mattino applichiamo subito uno strato di crema per mantenere inalterato il film idrolipidico. Alla sera facciamo una maschera con una crema alla vitamina da lasciare agire per tutta la notte.

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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