Miso: origini e proprietà

Il miso ha origini antichissime, ed è una pasta salata a base di fagioli fermentati (solitamente semi di soia), che ha rappresentato un ingrediente base nella dieta giapponese per migliaia di anni. La produzione del miso si ottiene tradizionalmente proprio dalla fermentazione dei semi (o fagioli) di soia, spesso con l’aggiunta di cereali come orzo e riso, insieme a sale e un particolare fungo chiamato Aspergillus Oryzae o Koji.

Il miso si trova in commercio sottoforma di pasta o in polvere, acquistabile nei supermercati o nei negozi specializzati e possiede innumerevoli proprietà benefiche che lo rendono un prodotto altamente consigliabile. Per prepararlo in casa bisogna attendere tempi molto lunghi di fermentazione, da mesi fino ad un anno, in modo che si sviluppino le sostanze necessarie a renderlo un ottimo probiotico. Il processo di fermentazione del miso lo arricchisce infatti di enzimi e fermenti lattici vivi e attivi (o probiotici), rendendolo un eccellente alleato per il benessere dell’intestino e della sua flora batterica, specialmente per chi ha intolleranza al lattosio o un’ipersensibilità ai prodotti lattiero-caseari. Per chi presenta gluten sensitivity o non può assumere alimenti contenenti glutine, è bene assicurarsi di scegliere il miso prodotto con il riso o legumi e non con l’orzo (cereale contenente glutine).

Insomma, il miso è amico dell’intestino: migliora la digestione, contrasta la costipazione, il gonfiore, il meteorismo e la sindrome del colon irritabile! E’ indicato per chi adotta un regime vegetariano o vegano, non solo perché è un prodotto privo di tracce animali ma perché è fonte di vitamina B12, spesso carente in chi si nutre unicamente o prevalentemente di alimenti vegetali. Gli isoflavoni in esso contenuti, inoltre, contribuiscono alla riduzione del colesterolo e favoriscono il riequilibrio del tono dell’umore. Per tutte queste caratteristiche benefiche, il brodo di miso rappresenta un ottimo “antipasto” con cui iniziare il pranzo o la cena!

Una raccomandazione importante: proprio perché contiene fermenti lattici vivi, il miso non va mai cotto! Si perderebbe altrimenti la sua importante funzione probiotica. Vi consigliamo quindi di unirlo all’acqua soltanto dopo aver spento la fiamma!

Dieta Social Magazine n. 82 del 02/09/2021 | Editore: Media Share srl – Via Marco Polo 55 – Rende (CS) | Direttore responsabile: Stefania De Napoli | Reg. Stampa Trib. CS n° 1/2020 – Settimanale | ISSN 2724-3044

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